Mar 24 Marzo 2026, 01:18

IN… CHIAVE DI VIOLINO

Walter Chiari. . . 12° episodio

Walter Chiari: L’Ascesa e la Caduta di un “Re Mida” dello Spettacolo Italiano

Nato a Verona l’8 marzo 1924 con il nome di Walter Annichiarico (all’anagrafe Walter Michele Armando Annicchiarico), Walter Chiari fu un artista poliedrico: attore, regista, scrittore, sceneggiatore e co-sceneggiatore. Vero e proprio “re Mida” dello spettacolo italiano, seppe trasformare in oro ogni ambito in cui operò, dal teatro alla rivista, dal cinema alla televisione. Ironia della sorte, fu poi emarginato da quello stesso mondo che lo aveva celebrato come un campione.
Terminata la Seconda Guerra Mondiale, Chiari si lanciò con determinazione nel mondo dello spettacolo. Il suo nome divenne rapidamente popolare nell’Italia che faticosamente si risollevava dal ventennio fascista.
Il 1946 segnò l’inizio della sua carriera teatrale al fianco di Marisa Maresca e il suo debutto cinematografico nel film Vanità di Giorgio Pàstina. Proprio per questa interpretazione, si aggiudicò il Nastro d’argento come miglior attore esordiente. Gli anni successivi lo videro protagonista in prosa e rivista, che rappresentarono il suo habitat naturale, parallelamente a un’intensa attività cinematografica in film di successo, sebbene non sempre memorabili. Fecero eccezione alcune pellicole di rilievo, come il capolavoro di Luchino Visconti, Bellissima (1951), con la straordinaria Anna Magnani.
A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, fu la televisione a portare la sua comicità nelle case degli italiani. Partecipò a numerosi programmi, tra cui il celebre Studio Uno di Antonello Falqui, e nel 1968 condusse Canzonissima insieme a Mina e Paolo Panelli. La cronaca rosa dell’epoca lo descrive come un uomo affascinante, con diverse relazioni sentimentali di rilievo, tra cui quelle con Mina, Elsa Martinelli, Lucia Bosè, la principessa Maria Gabriella di Savoia e Ava Gardner.
All’apice del successo, nel 1970, la sua carriera subì una brusca interruzione a causa di un arresto con l’accusa di consumo e spaccio di cocaina. Trascorse 98 giorni in carcere e, l’anno seguente, fu condannato (con la condizionale) per detenzione di stupefacenti per uso personale. Nel 1985, fu coinvolto in una nuova inchiesta giudiziaria, basata sulle dichiarazioni di un camorrista pentito che lo accusava di traffico di droga. Queste accuse si rivelarono infondate e portarono al suo proscioglimento in istruttoria, ma contribuirono ulteriormente a offuscare la sua immagine pubblica, mentre tentava con difficoltà di ricostruire la propria vita professionale.
Dopo l’arresto del 1970, Chiari trovò nelle nascenti televisioni private un’opportunità per continuare a lavorare e, successivamente, nel 1981, fece ritorno in Rai come ospite fisso della seconda edizione di Fantastico, un varietà del sabato sera di grande successo. Precedentemente, nel 1979, sempre in Rai, aveva condotto per un breve periodo il varietà Una valigia tutta blu, ricordato anche per la partecipazione di un giovane Vasco Rossi che cantò Albachiara.
Il cinema sembrò inizialmente dimenticarlo, ma nel 1986 Massimo Mazzucco lo scelse come protagonista per il suo film Romance. La pellicola fu presentata in concorso a Venezia e molti consideravano Chiari il favorito per la vittoria della Coppa Volpi come miglior attore, premio che invece andò a Carlo Delle Piane. Questa vicenda fu poi fonte d’ispirazione per il film Festival (1996) di Pupi Avati, con Massimo Boldi.
Nonostante le difficoltà, Walter Chiari continuò a lavorare con passione a teatro, in televisione e al cinema.
La sera del 19 dicembre 1991 si recò a teatro per assistere a uno spettacolo di Gino Bramieri. Il giorno seguente, fu trovato senza vita, seduto in poltrona nel residence dove viveva da tempo. Un infarto lo colse all’età di 67 anni.
Da quel giorno, il ricordo di Walter Chiari rimane vivo in quanti ebbero la fortuna di vederlo recitare, nonostante il panorama della comicità sia profondamente cambiato. Egli fu un vero fuoriclasse, e i fuoriclasse non vengono mai dimenticati.